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378 – I VENTENNI STANNO IMPARANDO A VIVERE SENZA INTERNET

Qua negli Stati Uniti sta succedendo una cosa incredibile: ventenni che vogliono imparare a vivere senza internet. A New York c’è un festival dove il telefono è vietato, niente foto, niente video e niente dirette. Si chiama Summer of Ludd, è appena finito a Tompkins Square Park, nell’East Village, ed è gratuito.

Ci sono andati soprattutto i ventenni per imparare a conoscere qualcuno senza l’applicazione di incontri. Fanno laboratori con film in pellicola da sedici millimetri, imparano a usare radio a onde corte per parlarsi a distanza e discutono di come opporsi ai data center.

Il festival non lo trovate online, forse perché in fondo è più una provocazione che sostanza. Anche gli organizzatori restano anonimi: parlano attraverso un pupazzo di stoffa blu e promuovono tutto con manifesti di carta attaccati nel quartiere, lasciando libretti nei bar. C’è un numero di telefono da chiamare, in voce ovviamente, per sapere gli eventi del giorno. “Only in real life”, scrivono: solo nella vita reale.

In realtà io penso sia solo nella vita fisica, perché anche il digitale è reale. Per cui un festival che rifiuta internet, perfino per farsi pubblicità, beh, almeno sono coerenti.

Ma vedete, tutto nasce dal fatto che i giovani americani fiduciosi sull’Intelligenza Artificiale sono passati in un anno dal 27 al 18%. Perché la generazione è cresciuta con lo smartphone in mano, è la prima che ne ha visto i danni da vicino. E adesso si organizza, in un parco, di persona, senza telefono.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Giovani #Disconnessione #Realtà

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.