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374 – L’AI HA BISOGNO DI OPERAI. TANTI. E NON LI TROVA

Incredibile, ma l’Intelligenza Artificiale ha bisogno di operai. Parliamo sempre dell’AI che ci toglie il lavoro, poi però guardiamo chi la costruisce davvero: persone col casco in testa che posano cavi e montano quadri elettrici.

Un elettricista che conosco, venuto a casa mia per un lavoro, non era mai stato così conteso in vita sua. I mestieri legati ai data center oggi pagano il venticinque-trenta per cento in più rispetto a tanti altri.

Almeno finché questi sistemi non impareranno a fare da soli. Ma per ora è così, ed è una fase che credo transitoria. Nel frattempo, però, nei prossimi due-tre anni gli Stati Uniti avranno bisogno di oltre trecentomila elettricisti solo per i data center. E intanto ne vanno in pensione circa ventimila.

Qui c’è il paradosso. Addestrare un robot richiede pochi minuti, formare una persona richiede anni. Così chi ha i soldi per costruire l’AI oggi paga sempre meglio gli esseri umani per tirarla su. L’Intelligenza Artificiale che doveva sostituirci si ritrova a pagarci per venire al mondo.

In Italia, dove il manifatturiero resta un settore fondamentale, manca il settanta per cento di impiantisti, saldatori, idraulici. Per questo smettiamola di chiamare “virtuale” il digitale: dietro ci sono braccia vere, e senza quelle braccia il digitale resta una slide.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Lavoro #Operai #Elettricisti

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.