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373 – L’AI DECIDE IN CASA NOSTRA. MA LA CASA DI CHI È?

“La persona controlla.” È la frase che mettono nel comunicato ogni volta che lanciano qualcosa che entra in casa nostra.

Un’azienda cinese di robotica, quella degli aspirapolveri intelligenti, dice che nella casa del futuro l’AI gestisce riscaldamento, sicurezza, elettrodomestici. E noi controlliamo. Suona bene. Poi ti fermi e chiedi: quale AI? Quella del frigo o quella del termostato? Quella cinese o quella americana?

Spesso non si parlano. E decidono lo stesso.

In una casa connessa oggi girano quattro o cinque sistemi diversi. Ognuno con la sua app, i suoi server, la sua logica. L’aspirapolvere di un marchio, le luci di un altro, la serratura di un terzo e il termostato di un quarto. Ognuno crede di comandare. Nessuno coordina.

E i dati. Tutto quello che facciamo in casa viene elaborato da qualche parte. Server in Europa, in Cina, negli Stati Uniti? La privacy la decide ogni marchio per conto suo.

Non ho ancora visto un comunicato che spieghi come controlli davvero, quando le nostre cose intelligenti parlano lingue diverse e rispondono a padroni diversi.

La casa intelligente, di chi è? Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #CasaConnessa #SmartHome #Privacy

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.