“La persona controlla.” È la frase che mettono nel comunicato ogni volta che lanciano qualcosa che entra in casa nostra.
Un’azienda cinese di robotica, quella degli aspirapolveri intelligenti, dice che nella casa del futuro l’AI gestisce riscaldamento, sicurezza, elettrodomestici. E noi controlliamo. Suona bene. Poi ti fermi e chiedi: quale AI? Quella del frigo o quella del termostato? Quella cinese o quella americana?
Spesso non si parlano. E decidono lo stesso.
In una casa connessa oggi girano quattro o cinque sistemi diversi. Ognuno con la sua app, i suoi server, la sua logica. L’aspirapolvere di un marchio, le luci di un altro, la serratura di un terzo e il termostato di un quarto. Ognuno crede di comandare. Nessuno coordina.
E i dati. Tutto quello che facciamo in casa viene elaborato da qualche parte. Server in Europa, in Cina, negli Stati Uniti? La privacy la decide ogni marchio per conto suo.
Non ho ancora visto un comunicato che spieghi come controlli davvero, quando le nostre cose intelligenti parlano lingue diverse e rispondono a padroni diversi.
La casa intelligente, di chi è? Voi cosa ne pensate?
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