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325 – Arriva la pubblicità su ChatGPT

Arriva la pubblicità su ChatGPT, ma per quanto ancora si vedrà che lo è?

ChatGPT ha la pubblicità. Da maggio 2026 ads.openai.com è aperto a tutti gli inserzionisti americani. Oggi gli annunci si vedono chiaramente: un riquadro etichettato “Sponsored”, sotto la risposta. OpenAI ripete come un mantra il principio di “Answer Independence”: gli ads non influenzano mai le risposte. Sistemi separati. Blindati architetturalmente. Bello, pulito, trasparente. Quanto durerà?

Scommetto che l’etichetta sarà la prima a sparire. Oggi il riquadro si nota. Domani, quando l’esperienza dovrà essere “più conversazionale”, la scritta diventerà più piccola, più sfumata. È già successo con altri, come Instagram: i post sponsorizzati prima si riconoscevano al primo colpo, oggi ci vogliono due secondi e attenzione.

La separazione tra annunci e risposte è quella che mi convince meno. OpenAI punta a 2,5 miliardi di ricavi pubblicitari nel 2026 e 100 miliardi entro il 2030. IPO in arrivo, infrastrutture che costano miliardi al mese. E come è già successo con altre piattaforme come Facebook, quando i numeri diventano così alti si accettano anche le truffe sponsorizzate.

Quando un advertiser pagherà abbastanza, chi deciderà cosa il modello gli suggerirà sul mutuo da chiudere o sul medico da cambiare, su una questione di salute che magari riguarda un medicinale piuttosto che un altro?

Ah, da aprile la privacy policy è cambiata e dice esplicitamente che OpenAI riceve dati dagli inserzionisti sui nostri acquisti…

Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.