Scarica la mia App gratis

324 – L’FBI dice che l’AI è entrata tra gli strumenti criminali di massa

L’FBI dice che l’AI è entrata tra gli strumenti criminali di massa

È appena uscito il report FBI sul crimine online di quest’anno e per la prima volta in venticinque anni c’è una sezione dedicata all’Intelligenza Artificiale tra le categorie di crimini. L’AI è tra gli strumenti criminali di massa.

Le perdite AI riconosciute valgono 893 milioni di dollari, quasi un miliardo, ed è pure un numero in difetto, perché contiamo solo chi ha capito di essere stato fregato da una macchina. Quando la truffa è fatta bene, la vittima resta convinta che fosse tutto vero. Gli anziani sono quelli più colpiti, perché le denunce degli over sessanta sono cresciute del 37% in un anno e le perdite del 59%. Li chiamano con la voce del nipote in difficoltà, mentre il nipote vero sta benissimo.

L’AI rende industriale quello che c’era già, perché prima un truffatore seguiva una persona alla volta e adesso ne segue cinquecento, ognuna con una storia diversa scritta dalla macchina. Le mail aziendali con bonifici approvati da voci clonate al telefono, le finte assistenze della nostra banca e le truffe sentimentali esistevano da sempre, ma adesso girano su scala enorme.

Una cosa buona però c’è, perché l’FBI ha congelato 679 milioni sui soldi rubati, e funziona se denunciamo subito, in poche ore e non in giorni. Anche in Italia abbiamo la Polizia Postale che è un’eccellenza riconosciuta anche qui in USA, per cui usiamola amici.

Il sospetto purtroppo è il modo normale di stare online adesso, perché una mail troppo perfetta è un campanello e una voce conosciuta che ci chiede soldi va verificata fuori dal canale, richiamando al numero che abbiamo già in rubrica e non a quello da cui ci hanno chiamato.

Fate girare questo video per aiutare anche gli altri.

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.