Scarica la mia App gratis

319 – Ecco il robot umanoide che pulisce casa

Ecco il robot umanoide che pulisce casa

Hanno preso un robot, lo hanno programmato e addestrato, e ora lo affittano a chi lo richiede per fare le pulizie in casa. 150 dollari a pulizia senza limite sulle dimensioni della casa.

Se qualcun altro vi darà questa notizia, occhio se la trovate da qualche influencer o qualche giornale online, perché ci sono almeno due ma.

Primo: il robot, da solo, fa solamente le cose facili. I pavimenti, i piani della cucina, i fornelli e gli specchi. Le cose difficili no. Quelle le muove un uomo da remoto, a distanza, teleoperazione. Una persona seduta chissà dove che pulisce casa nostra attraverso il robot. E sì, pensate, alla faccia della privacy: vede tutti i fatti nostri e non sappiamo manco chi è. Per cui non andate in giro in mutande per casa perché c’è il robot con dentro qualcuno che vede tutto, magari dal Pakistan!

Inoltre quando il robot ha un dubbio, dove metto questo oggetto, ti manda un messaggio e gli rispondi tu dal divano. Anche lì sospetto sia sempre lo stesso essere umano ad avere il dubbio. Quindi il primo robot domestico d’America è in parte autonomo e in parte un signore con un joystick.

Perché per ora pulire una casa disordinata da soli, per una macchina, è ancora difficilissimo. E non è tutta una finta, perché quel signore in remoto è temporaneo. Serve a far lavorare il robot mentre il robot impara. Ogni casa pulita è un dato, ogni correzione è addestramento. Tra cinque anni quell’operatore non ci sarà più, e il robot farà tutto da solo.

Le pulizie sono solo l’inizio. Sotto c’è una piattaforma che impara a vivere nelle nostre case. Tra poco sarà solo il robot, il costo tenderà a scendere molto e imparerà molti altri lavori. Questo cambierà la nostra società, in bene o in male chi lo sa, le invenzioni non si possono disinventare. Una cosa sicura è che dobbiamo imparare a convivere con queste innovazioni, di cui a volte si parla troppo poco soprattutto dal punto di vista degli impatti che hanno nella società.

Voi cosa ne pensate?

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.