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318 – Un uomo ha battuto i robot umanoidi nello smistare pacchi. Per ora…

Un uomo ha battuto i robot umanoidi nello smistare pacchi. Per ora…

Figure AI, azienda che produce robot umanoidi intelligenti, ha acceso una diretta il 13 maggio e l’ha spenta ieri. 200 ore di lavoro. Hanno messo tre umanoidi a smistare pacchi su un nastro, si alternano senza pausa, giorno e notte. La diretta va avanti finché uno non si rompe. L’obiettivo era vedere quando e come e se sarebbero crollati.

In 10 giorni hanno smistato 200 mila pacchi. Tre secondi a pacco, più o meno come noi. Nessuno li comanda da fuori, leggono i pixel della telecamera e decidono da soli.

A un certo punto li hanno fatti correre contro un umano. Dieci ore, uomo contro macchina. Ha vinto l’umano: 12.924 pacchi a 12.732. Per pochissimo, ma li ha battuti un ragazzo da solo. Però con un avambraccio quasi rotto e le mani piene di vesciche. Il robot no, ovviamente.

Ma parallelamente c’è un altro fenomeno interessante da non sottovalutare. I tre robot si chiamano Bob, Frank e Gary. Anzi, sono gli utenti che nei commenti gli hanno dato dei nomi, nomi che poi l’azienda ha stampato su una targhetta. La gente si è affezionata a uno o a un altro robot, dieci milioni di visualizzazioni, qualcuno guarda la diretta come un reality. Tendiamo a umanizzare quello che ci assomiglia, e presto vorremo bene a dei robot. Follia? Pensate che c’è chi vuole bene alla propria auto e la cura come uno di famiglia. Per cui immaginate come finirà coi robot umanoidi.

Peraltro questa diretta non è un giochino e basta. Dietro ci sono Microsoft, Amazon e OpenAI, quasi due miliardi raccolti, con una valutazione vicina ai 40 miliardi. Per ora è più un esperimento da laboratorio che roba pronta per il magazzino vero, sbagliano ancora a posare i pacchi. Ma tra 3 anni le cose saranno molto diverse. Un po’ come quando un computer IBM ha battuto Kasparov a scacchi. Prima di allora sembrava impossibile potesse accadere, oggi lo consideriamo il minimo che possa fare un computer!

Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.