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291 – Dovreste tutti avere un’Intelligenza Artificiale in casa

Dovreste tutti avere un’Intelligenza Artificiale in casa. Anche solo come backup

Se domani OpenAI chiude, o cambia i prezzi, o decide che il vostro paese non è più servito, voi che fate? O Claude? Se cade la connessione per ore, se vi bloccano l’account, se cambiano le condizioni d’uso e i vostri dati finiscono dove non volete? Restate fermi. Perché tutta la vostra AI è nel cloud di qualcun altro.

Esiste un’alternativa. Si chiama AI locale. Ve la installate sul vostro computer, funziona senza internet, i dati restano vostri e nessuno vi può staccare la spina.

C’è un software che potete installare anche adesso, si chiama LM Studio. Lo scaricate, scegliete un modello (ce ne sono centinaia, gratuiti e open source), e in dieci minuti avete un’AI che gira sul vostro portatile. Ollama fa la stessa cosa da riga di comando, per chi è più tecnico. Non servono computer da migliaia di euro. Un portatile con 16 giga di RAM è sufficiente per far girare modelli che tre anni fa sarebbero stati considerati di frontiera.

I modelli sono meno potenti di quelli delle grandi piattaforme. Questo è vero. Ma per scrivere, riassumere, tradurre, analizzare documenti, analizzare un problema, funzionano benissimo. E soprattutto funzionano sempre, anche offline, anche se il mondo fuori si ferma.

Io ne tengo una attiva qui a New York. La uso quando non voglio che certi documenti escano dal mio computer. Lavoro per istituzioni, a volte cose delicate, a volte sulla sicurezza nazionale, ed è importante che certe cose non escano.

Dipendere al cento per cento da un servizio cloud che non controllate è un rischio. Averlo non costa nulla e ci vogliono dieci minuti. Provate.

Voi cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.