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Bufala: prevedere i numeri del Lotto con l’AI

Questa è una bufala, e mi meraviglio che quotidiani nazionali la pubblichino senza farsi una domanda fondamentale: è possibile prevedere i numeri del Lotto con l’Intelligenza Artificiale? La risposta è no, ed è una questione matematica.

Il Lotto è un gioco basato su estrazioni casuali e indipendenti. Ogni numero ha la stessa probabilità di essere estratto e le estrazioni passate non influenzano quelle future. È come lanciare una moneta: se esce testa 10 volte di fila, la probabilità che esca ancora testa è sempre 50%, perché ogni lancio è indipendente dai precedenti.

L’errore alla base di questa storia è pensare che l’IA, bravissima a trovare schemi nei dati, possa individuare una regolarità anche nel Lotto. Ma il problema è proprio questo: non esistono schemi! Ogni numero è equiprobabile e il passato non dice nulla sul futuro. È un principio fondamentale della teoria della probabilità.

Facciamo due conti: la probabilità di indovinare tre numeri esatti (terno secco) è 1 su 704.880. Se fosse possibile prevedere il Lotto con l’IA, ci sarebbero vincitori ogni settimana con sistemi automatici. Ma non succede.

Chiunque affermi di aver usato l’IA per vincere al Lotto sta confondendo due cose:

  1. L’IA può analizzare enormi quantità di dati e riconoscere schemi dove esistono schemi (borsa, meteo, traffico).
  2. Nel Lotto non ci sono schemi, perché è un gioco puramente casuale.

La realtà è questa: l’IA non può prevedere il Lotto, esattamente come non può prevedere il lancio di un dado truccato in un casinò. Quindi, no, non esiste nessun “sistema vincente”. Mi sorprende che una notizia del genere venga pubblicata senza un minimo di verifica scientifica.

E ricordiamoci sempre: se qualcuno avesse davvero un metodo infallibile per vincere al Lotto, non lo direbbe in giro!

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.