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379 – IL PADRE DELL’AI DICE CHE L’AI NON È INTELLIGENTE

Uno dei padri dell’intelligenza artificiale dice che l’intelligenza artificiale non è intelligente e ovviamente lo sa meglio di chiunque altro perché l’ha cresciuta anche lui. Premio Turing, Nobel dell’informatica, 10 anni a Meta come capo degli scienziati, insegna qui a New York: Yann LeCun.

E questa settimana ha detto alla BBC che i modelli come ChatGPT accumulano conoscenze e le rigurgitano, ma non capiscono niente di quello che dicono. Lo sapevamo, lo dico da sempre, però ora lo dice lui. Vedete, questi sistemi, ve l’ho spiegato in molti video, prevedono la parola successiva. Basta, calcolano probabilità.

Però lui adesso va oltre. Dice che non sono nemmeno una strada verso l’intelligenza umana. E forse ha ragione. Nemmeno verso quell’animale. Perché non esiste un robot che capisce il mondo fisico quanto un topo. Un topo! E infatti se n’è andato da Meta e ha aperto una start-up a Parigi per costruire un’intelligenza artificiale diversa, che impara come funziona il mondo fisico invece di prevedere parole.

Ha raccolto più di un miliardo di dollari prima ancora di avere un prodotto. Tra gli investitori ci sono Nvidia, il fondo di Bezos, e altri. Perché ricordiamoci, non ha intelligenza, è previsione e statistica velocissima. È utile, potente per certe cose straordinarie, ma è la differenza su cui insisto. È che quasi nessuno la spiega. Anche perché spiegarla fa calare le valutazioni in borsa.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Intelligenza #Robot #Meta

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.