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“First come, first served”

Sto riducendo il numero degli eventi a cui partecipo a uno a settimana. Massimo due se nelle vicinanze. Londra + Londra o Roma + Napoli per esempio.

A novembre ho passato quasi più tempo in aereo che a terra. Meno male che British ha messo la Wi-Fi a bordo!

Ma dopo aver passato un autunno in cui ne ho fatti troppi di fila, ora devo dedicare il mio tempo a scrivere: nuovo libro in uscita nei primi mesi del 2024; tanti servizi per Natale e Comitato AI per finalizzare il documento strategico.

Ma come scegliere? A volte è difficile capire quale potrebbe essere il più interessante. L’importanza del nome dell’azienda che lo organizza? Quanto dura il mio speech? I temi di cui parlare?

Quindi ho deciso di fare come dicono gli inglesi: “First come, first served”.

Ovvero che dopo quattro al mese ci si ferma e si accettano solo per il mese successivo, e così via.

Altrimenti poi ci si fa prendere la mano, diventano tutti interessanti, ma poi il libro chi lo scrive?

Lo volete leggere, no? 🙂

Di che parla? Di AI, dell’importanza dell’uomo, delle opportunità e dei rischi. Scritto in un modo per cui lo possano leggere quasi tutti.

First come first served 1
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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.