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Molto spesso i professionisti del digitale, lavorano in silenzio.

Voi avete idea di quanti siano i professionisti del digitale che lavorano in silenzio per creare tutto quello che usiamo?

Sono programmatori, grafici, modellatori 3D, allenatori di AI, social strategist, sysadmin, website builder, database manager, CTO, security manager, e tanti altri che non sentite mai, ma senza di loro non esisterebbero i servizi online che utilizziamo ogni giorno.

Non hanno tempo di postare video sull’ultima funzionalità di ChatGPT perché la stanno creando. Non fanno video su come diventare ricchi sui social perché stanno lavorando sugli account, veri, dei loro clienti.

Non fanno corsi su come diventare esperti in due giorni, perché non si diventa esperti in due giorni.

Non hanno nemmeno il tempo di commentare i post degli altri.

Loro fanno. Perché devono saper fare.

Studiano paper e manuali. Perché tutto cambia velocemente e devono essere sempre aggiornati.

A volte ci leggono, sorridono, e riprendono a lavorare…

Voi avete idea di quanti siano i professionisti del digitale che lavorano in silenzio per creare tutto quello che usiamo 1
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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.