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La posizione dell’Italia nella regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale

La posizione dell’Italia nella regolamentazione della AI è determinante, soprattutto alla luce della presidenza del G7 che il nostro Paese avrà da gennaio 2024.

Come sapete ho ricevuto l’incarico di far parte della Commissione di esperti che dovrà produrre un piano per l’Italia, con una serie di indirizzi nel campo dell’intelligenza artificiale.

Ogni tanto qualcuno commenta con una battuta su Giuliano Amato, ma dovete sapere che non ha niente a che fare con questo Comitato.

Amato, ha un ruolo presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, e si occuperà di algoritmi in quel settore. Peraltro tema di cui si occupa da anni, anche se è noto a pochi.

Tuttavia sono due cose diverse, con compiti molto diversi. Purtroppo alcuni giornali hanno fatto confusione.

Adesso la priorità è che noi esperti si fornisca un piano di alto profilo che aiuti a indirizzare l’Italia a essere protagonista dei cambiamenti indotti dalla AI.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.