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Pochi ammettono di usare l’AI per la generazione di contenuti

Pochi ammettono di usare l’AI per la generazione di contenuti, ma siamo in molti a pensare che la maggior parte la utilizzi per scrivere articoli, tesi, libri e ricerche.

Contenuti che influenzano la cultura di tutti, ma che possono essere profondamente errati.

La “comunicazione artificiale”, perché di questo si tratta, si basa su “scatole nere” di proprietà di aziende che a volte non sanno nemmeno loro cosa ci sia dentro.

Così se domani la “scatola nera” decide che io sia un noto criminale, lo sarò in migliaia di articoli, tesi, libri e ricerche.

E questo è solo uno dei problemi a cui stiamo andando incontro se non ci muoviamo a regolamentare concretamente lo sviluppo delle AI.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.