Eventi gratuiti sul mondo digitale? Se i relatori non sono pagati, il prodotto sei tu
In Italia esiste un modello di evento che si ripete uguale da vent’anni. Sala grande, sponsor sul banner, palco pieno. E i relatori? Gratis. Gratis non significa generosi. Significa che stanno vendendo il loro prodotto o loro stessi.
Stiamo parlando di eventi business. Davanti al palco ci sono aziende e professionisti. Persone che pagano con il loro tempo, spesso anche con il biglietto del treno o dell’aereo, per aggiornarsi e portare qualcosa di utile al loro lavoro. Non è pubblico casuale. È un pubblico di valore. E qualcuno lo sa benissimo.
Il meccanismo è semplice. L’organizzatore raccoglie i soldi dagli sponsor, tiene i costi bassi non pagando chi parla, e riempie il programma con persone che accettano il palco in cambio di accesso diretto al pubblico. Quel pubblico sei tu.
Chi produce contenuti di valore si fa pagare per portarli su un palco. Chi non viene pagato è lì per un altro motivo: un corso da promuovere, un software da far provare, una consulenza da vendere, se stesso da posizionare come esperto. Questo non rende quel relatore automaticamente falso o incompetente, ma cambia la natura dell’intervento. L’obiettivo non è più solo portare contenuto, è trasformare l’attenzione del pubblico in contatti, clienti, reputazione, opportunità. Dovresti saperlo prima di sederti.
Il problema non è il singolo relatore. È quando tutto il palco funziona così. Quando ogni intervento è costruito attorno a qualcosa da vendere, il contenuto smette di esistere. Quello che chiami conferenza è una fiera. Con le sedie e un microfono.
Giusto per chiarire: io mi faccio pagare. Arrivano cinque offerte al giorno e ne accettiamo quattro al mese al massimo, perché volare dagli Stati Uniti mi costa soldi e fatica. Non lo dico pro domo mia, il lavoro non mi manca. Lo dico per chi va a questi eventi e magari non ha ancora realizzato che quel formato non fa bene a nessuno, a parte a chi lo organizza. Per me portare conoscenza alle aziende è un lavoro. Preparo, studio, aggiorno i contenuti. Non è una passeggiata con un microfono in mano.
Gli eventi che funzionano hanno relatori pagati per portare conoscenza, senza niente da piazzare alla platea. Hanno ospiti istituzionali che rappresentano chi regola quel settore.
Pagare i relatori non è un lusso. È la condizione minima perché un evento abbia senso. Se non riesci a farlo, hai un problema di modello, non di budget. Chi organizza eventi così dovrebbe almeno dirlo: scrivere nel programma che i relatori portano i loro prodotti o loro stessi come prodotto, e lasciare che le persone scelgano con le informazioni giuste.
Invece no. Si chiama tutto “summit”, “forum”, “festival” magari con attaccato “della conoscenza”… e dentro c’è gente che quando va bene ti porta sui loro social per venderti corsi.











