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200 – Se internet si spegne, si blocca la vita di tutti i giorni

Se internet si spegne, si blocca la vita di tutti i giorni

Avete mai pensato a cosa succederebbe se Internet si spegnesse di colpo?

Supermercato: arriviamo alla cassa, il POS è acceso ma non autorizza. Carte, wallet, telefono, tutto fermo. La fila cresce, qualcuno lascia il carrello e se ne va.

Aeroporto: aerei pronti, gate aperti, persone sedute. I sistemi di coordinamento non rispondono e le partenze si bloccano. Qui negli Stati Uniti nel 2023 un problema informatico ha portato allo stop nazionale dei decolli per ore, aerei fermi per un problema di rete.

Lavoro: computer accesi, file locali ok. Ma email, cloud, piattaforme, CRM, pagamenti, ticketing, tutto offline. Chi lavora da remoto sparisce, chi vende online smette di vendere. Ogni ora diventa reddito perso.

Sanità: si continua a curare, ma con accesso degradato a cartelle cliniche, referti, prescrizioni. Tempi più lunghi, più stress, più rischio operativo.

Città: semafori, mappe, trasporti, prenotazioni, mobilità. Quando rete ed energia saltano insieme, il coordinamento urbano si spezza. A San Francisco un incendio in una sottostazione elettrica ha causato un blackout esteso. Molti semafori si sono spenti, il traffico è diventato irregolare. In quel contesto Waymo ha sospeso il servizio e decine di robotaxi si sono fermati agli incroci con le luci di emergenza accese. Nessun incidente grave, ma auto ferme in mezzo alla città perché senza segnali e senza sincronizzazione il software sceglie di bloccarsi.

Questo è il punto che spesso ignoriamo. La rete non è un servizio accessorio. È un’infrastruttura critica, come l’elettricità, l’acqua, le strade, gli ospedali. Anzi, oggi tiene insieme anche tutte le altre. Senza rete, le infrastrutture fisiche continuano a esistere, ma funzionano peggio, più lentamente, in modo disordinato.

Difendere Internet oggi significa difendere il funzionamento della società. Non solo dagli attacchi, ma dai blackout, dagli errori, dalle dipendenze non previste. Perché quando la rete si spegne, non si ferma il digitale. Si ferma la vita quotidiana.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.