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103 – OpenAI ha costruito un mostro che premia le bugie

OpenAI ha costruito un mostro che premia le bugie

Il problema non è che le AI inventano. Il problema è che sono state addestrate proprio a farlo. OpenAI lo ha ammesso: i modelli vengono valutati come studenti sotto esame, e indovinare conta più che dire “non lo so”. Un errore strutturale gigantesco. Hanno premiato la bugia elegante invece dell’onestà scomoda.

Io e altri esperti lo ripetiamo da anni: quando un modello dà una risposta sicura e sbagliata, la sua utilità si azzera. E più diventano potenti, più peggiorano. Qui negli Stati Uniti lo chiamano “confident wrong”. È il difetto di design peggiore: un sistema che preferisce sembrare intelligente piuttosto che riconoscere i propri limiti.

Il paper di OpenAI è chiarissimo: bisogna ribaltare le regole del gioco. Penalizzare gli errori sicuri più dell’incertezza. Dare credito parziale a chi ammette il dubbio. In pratica: smettere di premiare la roulette delle risposte a caso e dare valore all’umiltà di dire “non so”. Per anni, invece, hanno spinto nella direzione opposta.

La realtà è che l’intera industria si è infilata in un vicolo cieco. Se le classifiche continueranno a valutare solo l’accuratezza, i modelli continueranno a indovinare per scalare i ranking. Anche GPT-5, che OpenAI assicura sbagli meno, non ha convinto nessuno. Non bastano le promesse: servono criteri nuovi, ora.

La lezione è brutale: un’AI è quello che i suoi creatori decidono di premiare. Se premi la menzogna, otterrai soltanto menzogne sempre più raffinate.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.