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Upskilling: formazione continua per lavorare meglio

Non bisogna mai smettere di migliorarsi per continuare a vivere e lavorare in un mondo in evoluzione. Alle persone vengono richieste sempre nuove competenze, in particolare le competenze digitali, perciò bisogna accettare che la formazione professionale non finisca mai.

Le aziende che aiutano i dipendenti in questo percorso fanno upskilling, termine inglese che indica appunto l’adeguamento e arricchimento costante delle proprie skill, le competenze. Non va confuso con il reskilling, che si riferisce a un cambiamento di carriera o di ruolo all’interno di un’azienda, per esempio un addetto alle vendite che diventa anche responsabile di un progetto.

L’upskilling è un miglioramento nell’ambito della propria carriera o del proprio ruolo: un dirigente resterà dirigente, ma intanto avrà imparato cose nuove che gli serviranno per essere ancora più bravo. Alle imprese conviene formare chi è dentro, perché hanno difficoltà a trovare fuori le persone giuste: secondo uno studio di Eit Digital, organizzazione europea per l’innovazione digitale, entro il 2030 solo il 64% della popolazione raggiungerà almeno le competenze digitali di base. Risultato: in Europa mancheranno all’appello ben 6,7 milioni di specialisti digitali. La formazione è indispensabile e non può certo essere occasionale, ma deve durare tutta la vita.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.