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Un ex CEO fintech, una bancarotta da 85 milioni scomparsi…

Un ex CEO fintech, una bancarotta da 85 milioni scomparsi e un robot da guerra: sembra l’inizio di una serie Netflix, invece è tutto vero.

Sankaet Pathak, che guidava Synapse fino al disastro, ora vuole convincere gli investitori a dargli altri 100 milioni di dollari per Foundation, una startup che costruisce umanoidi per automazione industriale e difesa. Con un dettaglio: la valutazione che chiede è già da unicorno, un miliardo tondo.

Eppure la storia recente è pesante. Synapse è fallita lasciando decine di milioni in sospeso e accuse di gestione discutibile, tra cui prestiti personali presi mentre l’azienda affondava. Nemmeno il tempo di spegnere le luci, ed eccolo riapparire con Phantom MK1, il primo robot della nuova avventura.

Ma già circolano stranezze: un pitch che parlava di 300 milioni da General Motors, che GM ha subito smentito.

La domanda vera è: quanta memoria hanno davvero gli investitori? Pare poca. Perché nonostante tutto, ci sono trattative in corso con fondi del Golfo. Soldi e storytelling battono ancora trasparenza e responsabilità. E intanto, mentre proviamo a regolare le AI nei software, stanno già arrivando quelle con le braccia e le gambe.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.