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Lo tsunami dei dati: 26 miliardi di dati trapelati

Attenzione! È stato reso pubblico un enorme archivio di dati rubati, che consiste nell’unione dei principali data breach globali più importanti. Al suo interno ci sono letteralmente MILIARDI di informazioni di persone di tutto il mondo. È lo tsunami dei dati, già stato soprannominato la “Madre di tutte le violazioni”. Comprende 26 miliardi di dati trapelati da siti come Twitter, LinkedIn e Dropbox, che corrispondono a 12 TERABYTE di dimensione.

Adesso quindi si stanno moltiplicando a dismisura i messaggi che riceviamo non richiesti, tra email, WhatsApp e SMS; purtroppo non mancano anche le telefonate. Si tratta di decine e decine, se non centinaia, di contatti, che vanno dalle richieste di confermare l’iscrizione a newsletter, conferma di appuntamenti, proposte commerciali, conferme di registrazione a siti web, risposte a quesiti di acquisto e molto altro.

In alcuni casi si arriva anche a centinaia di tentativi di contatto o iscrizione da servizi di tutti i tipi in meno di 24 ore; fornitori di connessione, siti per adulti, quotidiani, fornitori di acqua, pubblica utilità, aziende telefoniche ed energetiche, e-commerce e molto altro.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.