Scarica la mia App gratis

Pochi sanno che i truffatori sfruttano un meccanismo di cui le persone non sono a conoscenza

Pochi sanno che i truffatori sfruttano un meccanismo di cui le persone non sono a conoscenza.

Alle vittime arriva un messaggio SMS (truffa/falso) all’interno della stessa sequenza dei messaggi originali, perché il mittente è lo stesso. Quindi finisce nello stesso thread, ovvero il raggruppamento che fanno i telefoni di tutti i messaggi dello stesso numero del mittente.

Pochi sanno che è facilissimo falsificare il numero del mittente. Esistono sistemi online che lo permettono con estrema facilità.

Il risultato è che il messaggio falso appare in mezzo a quelli veri e questo lo fa apparire legittimo.

Quindi non fidatevi di un messaggio solo perché appare nello stesso gruppo, dallo stesso mittente, di quelli veri!

Pochi sanno che i truffatori sfruttano un meccanismo di cui le persone non sono a conoscenza 1
Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.