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Con Stable Diffusion e i vari tools, mi sembra di essere tornato nel 1994

Con Stable Diffusion e i vari tools, mi sembra di essere tornato nel 1994.
Come allora i primi strumenti completamente diversi da quelli che c’erano prima, l’idea che si stia costruendo un mondo che sarà enorme e tante cose nuove da imparare.
Allora imparavo Perl, poi è arrivato javascript, e di nuovo a imparare. Poi Asp e ancora… Più linguaggi arrivavano e più ti rendevi conto che non potevi conoscerli tutti.

Ora sto passando ore sui vari modelli di Stable Diffusion, le varie configurazioni, le diverse UI, i nodi e le infinite possibilità. Ma soprattutto quell’amara sensazione di rendersi conto che anche se stai diventando bravo, e stai di nuovo riuscendo a scrivere bene codice complesso, quello che non sai, cresce esponenzialmente, rispetto a quello che sai.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.