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Bisogna coinvolgere di più i responsabili della sicurezza nelle decisioni aziendali

Secondo un recente studio, due terzi dei responsabili delle aziende hanno capito che la cybersecurity è fondamentale per la crescita e l’evoluzione digitale delle imprese. In un mondo in cui i dati sono un valore essenziale e sono gestiti con strumenti digitali, la loro protezione è imprescindibile e deve essere adeguatamente progettata e pianificata.

È necessario che i manager e gli amministratori comprendano che le figure aziendali delegate alla sicurezza devono essere coinvolte a tutti i livelli decisionali, anche per i progetti di ammodernamento e ampliamento aziendale, e ancora di più nella trasformazione digitale.

Dobbiamo ricordarci che progettare bene la sicurezza informatica delle aziende può aumentare la velocità della digitalizzazione, così come lo scambio di informazioni al riguardo deve arrivare puntualmente alla catena di comando. Lo studio riporta che tre quarti dei responsabili IT affermano che la propria azienda fa un monitoraggio costante del rischio informatico, ma solo un terzo lo riferisce direttamente ai piani alti come prassi.

La divulgazione della cultura digitale e, in questo caso, della sicurezza informatica è uno dei pilastri per proteggere le nostre aziende, sia piccole che grandi, e deve essere effettuata costantemente a tutti i livelli e verso tutti gli addetti. Più le questioni di sicurezza diventano un argomento diffuso e più facile sarà avere una “postura” di security nelle nostre organizzazioni.

Come avevo già spiegato in alcuni post precedenti, bisogna comprendere che la cybersicurezza non è solo una pratica burocratica da sbrigare, ma bisogna convincersi dell’importanza della sicurezza informatica in azienda, perché essere più protetti significa anche crescere economicamente.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.