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Quello che sta accadendo con gli AI agent nella realtà è un po’ diverso da quello che ci si aspettava.

Quello che sta accadendo con gli AI agent nella realtà è un po’ diverso da quello che ci si aspettava.

Prendiamo n8n.
Una piattaforma no-code che funziona bene proprio perché lascia a noi utenti la possibilità di risolvere velocemente i nostri micro-problemi quotidiani.
In pochi minuti, senza grandi investimenti di tempo o soldi, ci togliamo dalle scatole una marea di scocciature operative.

Ci raccontano di workflows venduti alle aziende per decine di migliaia di dollari.
Di intere strutture aziendali trasformate dall’oggi al domani grazie a questi agenti AI.

Peccato che nella realtà, però le cose siano diverse.
Chiunque abbia lavorato in grandi aziende lo sa.
Ci sono barriere enormi per introdurre tecnologie nuove: sicurezza, privacy, compliance.
Per non parlare del fatto che, a livello macro, esistono già soluzioni software consolidate e affidabili che coprono quelle esigenze da anni.

Perché un’azienda dovrebbe spendere 40mila dollari per un workflow sperimentale, quando ci sono strumenti rodati e sicuri già disponibili?

Se fosse vero, tutti i professionisti del settore software avrebbero già mollato il loro lavoro per buttarsi su questo nuovo Eldorado.
Non succede, perché quel mercato non esiste. Almeno, è ancora molto piccolo e immaturo.

Il rischio reale è che ci siano persone che approfittano di chi non conosce il settore, vendendo illusioni su presunti guadagni, o risparmi, facili.

La tecnologia è straordinaria, nessuno lo nega. Anzi, io ne scrivo spesso e sicuramente è il futuro. Ma oggi, soprattutto per le grandi aziende è ancora presto per considerarla una soluzione B2B di massa

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.