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Quando si parla di robot, la realtà sta superando l’immaginazione.

In Cina, XPeng, famosa azienda automobilistica, ha appena mostrato IRON, un robot umanoide che cammina con naturalezza, salutando perfino il pubblico al Salone dell’Auto di Shanghai.
Sempre lì vicino, Unitree ha aperto una fabbrica gigantesca, oltre 100 mila piedi quadrati dedicati solo agli umanoidi, puntando a diventare leader globale in pochissimi anni.

Intanto negli Stati Uniti il futuro della robotica è sempre più bio-ispirato.
Al MIT hanno sviluppato una nuova tecnica che permette ai muscoli artificiali di contrarsi proprio come l’iride dell’occhio umano, ideale per creare robot bioibridi capaci di movimenti complessi.
Ma non si sono fermati qui: un altro gruppo di ricercatori ha creato un materiale rivoluzionario che cambia forma e si muove senza bisogno di motori, obbedendo semplicemente a comandi elettromagnetici inviati da remoto.

L’applicazione pratica di queste innovazioni la troviamo già nei conflitti reali.
L’Ucraina sta per schierare ben 15 mila robot e droni dotati di intelligenza artificiale nella guerra contro la Russia.
E non è un caso isolato: negli USA, la startup Scout AI ha appena ottenuto 15 milioni di dollari, direttamente dal Pentagono, per creare grandi eserciti robotici autonomi, cambiando per sempre l’approccio al campo di battaglia.

Fuori dalla Terra, la corsa ai robot continua.
Airbus UK ha vinto un contratto da 194 milioni di dollari per costruire il primo rover europeo che arriverà su Marte nel 2030.
Nel frattempo, sulla Terra, le consegne robotizzate diventano la normalità, con Starship Technologies che ha raggiunto quota 8 milioni di consegne autonome in tutto il mondo.

E l’intelligenza dei robot?
San Francisco è al centro di una nuova alleanza strategica tra l’americana Reborn, specializzata in intelligenza artificiale generale, e la cinese Booster Robotics.
Il MIT, di nuovo protagonista, ha sviluppato un sistema chiamato “Relevance” che permette ai robot di comprendere davvero cosa è importante per noi umani, avvicinandoli sempre di più a una collaborazione quotidiana concreta.

In sintesi, i robot non sono più solo macchine: sono il futuro prossimo, costruito giorno dopo giorno in laboratori, aziende e persino sul campo di battaglia.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.