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Posti di lavoro: quanti se ne guadagneranno (e quanti se ne perderanno) con le nuove tecnologie?

Il World Economic Forum stima che, entro i prossimi 5 anni, scompariranno 83 milioni di posti di lavoro nel mondo per varie cause, mentre se ne creeranno 69 milioni. Il saldo negativo è di 14 milioni di posti andati perduti. Tra i motivi, oltre alle mutate situazioni economiche e ai danni provocati dai cambiamenti climatici, c’è lo sviluppo di nuove tecnologie e in particolare big data, cloud computing e intelligenza artificiale.

Non possiamo sapere se andrà davvero così e cosa accadrà nei dettagli. Queste previsioni sono basate su un sondaggio del Wec su 803 aziende che impiegano oltre 11,3 milioni di lavoratori in tutto il mondo.  Certamente servono, da parte dei governi e degli organismi che devono occuparsi di questi temi, strategie lungimiranti per affrontare la situazione.

In realtà è sempre successo che il progresso tecnologico e scientifico generasse nuove opportunità di lavoro e ne cancellasse altre: quando è arrivata l’energia elettrica, per esempio, le persone che si guadagnavano da vivere accendendo e spegnendo i lampioni a olio o a gas sulle strade sono diventati inutili, ma tanti altri sono stati assunti per occuparsi del processo di gestione dell’illuminazione pubblica.

Così succederà anche con l’introduzione dell’intelligenza artificiale: sempre nel rapporto del Wec, che si intitola “Future of Jobs” e viene prodotto ogni anno da questa organizzazione, le aziende ritengono che il 34% di tutte le attività sarà svolto dalle macchine, il restante 66% dagli umani.

Dobbiamo accettare questa realtà: in certi casi non saremo più necessari, oppure cambieranno i nostri compiti. In altri ci sarà data l’opportunità di fare lavori nuovi, che prima non esistevano. Ci sarà bisogno di reskilling, cioè le aziende dovranno occuparsi di formare i dipendenti per nuove mansioni. Bisognerà informare le persone e orientarle verso una formazione specifica. Ci sarà sempre più bisogno di competenze digitali.

Per gestire questo cambiamento serve innanzitutto capirne pienamente la portata, poi bisogna saper guardare lontano e agire. È indispensabile elaborare una strategia per accompagnare le persone verso una rivoluzione che incide fortemente sulle loro vite.

Posti di lavoro quanti se ne guadagneranno e quanti se ne perderanno con le nuove tecnologie 1
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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.