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New York Times ha appena firmato il suo primo accordo di licenza con un’azienda tech

Uno dei più grandi quotidiani del mondo ha appena deciso di cambiare idea. Il New York Times, che finora si era schierato apertamente contro l’uso non autorizzato dei suoi articoli da parte delle IA, ha appena firmato il suo primo accordo di licenza… proprio con un’azienda tech. E non con una qualsiasi: con Amazon.

L’accordo è pluriennale e permette ad Amazon di usare articoli, ricette e contenuti sportivi del NYT — anche quelli da NYT Cooking e The Athletic — per alimentarci Alexa e, probabilmente, anche i suoi modelli linguistici. I contenuti saranno citati, attribuiti, e collegati all’esperienza completa di lettura. Ma restano mille domande aperte.

Perché proprio Amazon e non OpenAI, con cui il NYT è in causa? Perché proprio ora, mentre molti editori stanno trattando con le big tech per evitare la bancarotta dell’informazione? La risposta è semplice: i soldi. Ma anche l’effetto domino.

Il NYT era uno degli ultimi baluardi. Se si piega anche lui, chi resta? E soprattutto: che futuro ci aspetta se le notizie smettono di arrivare dai siti o dai giornali e iniziano a essere filtrate da assistenti vocali e IA generative? Il rischio è evidente: sapere sempre qualcosa… ma mai tutto.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.