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McDonald’s sta iniziando a sostituire il lavoro umano

McDonald’s sta iniziando a sostituire il lavoro umano con sistemi basati sull’intelligenza artificiale.

Drive-in automatizzati, ordini vocali presi da assistenti digitali, l’organizzazione delle cucine affidata a software intelligenti che decidono quando cuocere, come assemblare e in che ordine servire.

Ma credo che il prossimo passo sarà che McDonald’s—e altre catene—inizieranno a usare veri e propri robot che faranno tutto da soli, con un solo dipendente umano a controllare l’intero processo a distanza.

Insomma, la classica frase “Ho iniziato lavorando da McDonald’s” potrebbe diventare sempre più rara, perché il primo impiego, quello che permetteva a molti di entrare nel mondo del lavoro, sta cambiando radicalmente.

Ovvero… Siamo di fronte a una svolta sociale e culturale enorme.

Il problema non è solo che tanti giovani perderanno la prima opportunità di lavoro, ma che interi settori potrebbero trasformarsi in qualcosa che ancora non conosciamo davvero.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.