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Le contraddizioni del 2025

Le contraddizioni del 2025. Una monarchia assoluta con la pena di morte per reati che da noi sono la normale vita di un cittadino, in cui la libertà di espressione non esiste, che però paga ChatGPT Plus a ogni cittadino. L’abbonamento mensile da 20 dollari, gratis per tutti. Lo Stato se ne fa carico, per intero. Nessuno aveva mai fatto una cosa simile. Nemmeno a scuola, nemmeno per gli studenti. Qui parliamo di accesso illimitato all’intelligenza artificiale generativa per tutta la popolazione.

Incredibile vedere convivere questo col fatto che per l’omosessualità finisci in galera, se ti baci in pubblico buttano la chiave, se bevi alcolici ti legano, se usi una VPN scattano le manette, ma tutti fanno tutto. Sino a quando decidono che glielo lasciano fare, quando vogliono però scatta la Sharia.

A queste contraddizioni si aggiunge la più incredibile di tutte, ChatGPT Plus gratis. Uno strumento che potrebbe essere condannato a morte in quanto in grado di fare cose vietate dalla legge, di dire o far vedere cose che sono bloccate sul web.

Dicono ci sia un disegno, ma io vedo solo contraddizioni. Cosa ne pensate?

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.