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Italiani delusi dalla connettività, bisogna migliorarla per tutti e in tutto il Paese

Più di una famiglia italiana su tre (il 36%) è delusa dalla connessione Internet mobile che ha in casa, dice una recente ricerca. Un dato ben al di sopra della media globale, che è del 29%. Non è possibile che, nel 2023, si abiti ancora in case dove il cellulare  prende solo se ci si sposta in determinate stanze, o non prende per niente. Non è più tollerabile che ci si ritrovi in quartieri della città dove il segnale è debole, se non inesistente, o che si faccia una camminata in montagna o in campagna e ci si scopra completamente isolati perché “non c’è connessione”. Per non parlare di quelli che risiedono stabilmente in luoghi lontani dai centri abitati e sono tagliati fuori da ogni tipo di comunicazione.

D’altra parte, sempre secondo la stessa indagine, sono un po’ migliorate le prestazioni della rete fissa, visto che il 29% degli italiani dichiara di aver avuto problemi con la connessione, contro il 34% di un anno fa.

Ma c’è ancora molto da fare. La connettività rimane un bisogno primario per gli italiani: se non si è connessi, se la linea è debole o non funziona, non si riesce a lavorare, non si possono fare una serie di operazioni come quelle bancarie o gli acquisti online, si fatica a restare in contatto con gli altri. La connettività è indispensabile, tanto che, nonostante la situazione economica non sia delle migliori,  solo una famiglia su 5 sta cercando di ridurre la spesa in tecnologia, connettività e contenuti.

Per cercare di affrontare il carovita, infatti, il 60% delle famiglie italiane fa più confronti e comparazioni. L’obiettivo è trovare le offerte migliori, ricercando pacchetti di offerta multipla per risparmiare.

È evidente che l’Italia dovrebbe essere più e meglio connessa.

Dal punto di vista economico, una connessione Internet di alta qualità è fondamentale non solo per i privati cittadini, ma anche per le imprese, sia piccole sia grandi. Permette il commercio elettronico, l’accesso a nuovi mercati, la comunicazione con i clienti e la possibilità di lavorare in modo più efficiente ed efficace.

Dal punto di vista sociale, la connettività può aiutare a colmare il divario tra le diverse aree del Paese. Può migliorare l’accesso ai servizi pubblici, come la sanità e l’istruzione, e può contribuire a ridurre l’isolamento nelle aree rurali.

Dal punto di vista educativo, è fondamentale per l’apprendimento digitale, che è diventato ancora più importante negli anni più recenti. Può aiutare gli studenti ad accedere a risorse didattiche, a collaborare con i loro compagni e a sviluppare competenze digitali.

Eppure ci sono ancora molte aree, soprattutto nelle regioni rurali e montuose, che non hanno accesso a Internet ad alta velocità o dove la qualità della connessione può essere instabile o lenta. Ecco perché è necessario investire in infrastrutture di rete e lanciare programmi di formazione digitale: bisogna dare più connettività alle persone e ai territori, e aiutarli a sfruttarla al meglio.

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Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.