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L’internet delle cose deve essere sempre più sicura e molto dipende da noi

L’Internet delle Cose (IoT) è sempre più presente nelle nostre vite, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Dal telefono al frigorifero, dagli orologi ai veicoli, dalla smartTV alla stampante, la quantità di dispositivi connessi alla rete aumenta di continuo. Ma attenzione, tutto questo aumenta i rischi di sicurezza, soprattutto dei nostri dati e dei nostri segreti.

Gli attacchi possono provenire da hacker che cercano di accedere a informazioni riservate o di prendere il controllo dei dispositivi per fini malevoli o usare una stampante di rete come porta per entrare nell’infrastruttura della nostra azienda. Occhio perché molti dispositivi “smart” non sono dotati di sistemi di sicurezza oppure sono basici o poco aggiornati.

Quando un dispositivo IoT raccoglie informazioni, dobbiamo chiederci dove vengono conservate e come vengono protette. Facciamo molta attenzione a questo aspetto, perché un attacco potrebbe mettere a rischio non solo i nostri dati personali, ma anche la sicurezza della nostra casa o dell’intera azienda. Come ho detto, ogni dispositivo connesso è una potenziale porta di accesso a tutta la nostra rete, ma a volte non ci si pensa.

Purtroppo anche la diversità dei device IoT rende difficile l’applicazione di soluzioni di sicurezza standardizzate perché ogni dispositivo ha le sue specifiche, il che rende complicato garantire un livello di sicurezza uniforme se non diamo la dovuta attenzione ad ognuno quando lo inseriamo nel nostro network.

Per affrontare questi problemi, è importante adottare misure di sicurezza adeguate, come l’installazione tempestiva degli aggiornamenti e la configurazione corretta dei dispositivi. Ma soprattutto, è essenziale diffondere la cultura della sicurezza informatica, a casa e in azienda a tutti i livelli.

L’IoT ha un enorme potenziale per migliorare la vita, si inserisce nella filosofia delle smart city e degli smart building. Dobbiamo fare in modo che il suo utilizzo non diventi un rischio. Il nostro comportamento è il primo strumento per aumentarne la sicurezza.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.