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Il futuro dei robotaxi senza guidatore sta accelerando

Prima o poi anche nelle nostre strade circoleranno i robotaxi senza guidatore, che da agosto girano per le vie di San Francisco. Questo è quello che succederà: può piacere o non piacere, certamente ci saranno vantaggi e svantaggi e sorgeranno problemi. Ve lo dico soltanto perché siate pronti. Non sta certo a me decidere se questi veicoli innovativi potranno circolare anche in Italia, ma anche questa volta, come in molti altri casi, il cambiamento è ineluttabile. L’unica cosa che possiamo fare è prepararci ad affrontarlo.

La svolta è arrivata circa un mese fa: per la prima volta nella storia, una grande città ha dato il via libera alle navette senza guidatore. In realtà già dal 2018 due società di guida autonoma avevano iniziato a sperimentare i loro veicoli. La novità consiste nel fatto che ora il servizio può essere utilizzato a pagamento dai cittadini su tutto il territorio urbano 24 ore su 24.

Non tutti hanno accolto bene la notizia. Ci sono stati malfunzionamenti e incidenti. Ci sono state proteste, soprattutto da parte dei cittadini preoccupati per la sicurezza stradale. Alcuni attivisti sono arrivati a prendere a martellate i mezzi.

Servirà tempo per capire come procederanno le cose. Certo, fino a poco tempo fa sembrava impossibile vedersi arrivare sotto casa un taxi con nessuno a bordo, eppure oggi è così. Il mondo cambia in continuazione e, grazie alla tecnologia, arriviamo dove mai avremmo pensato di arrivare. Nel bene e nel male. Ovviamente la questione dei robotaxi pone una serie di interrogativi, dalla fine che faranno i driver fino alle regole per la circolazione e la sicurezza. Bisogna quindi agire subito con l’analisi di questa evoluzione e coinvolgere tutti gli attori in campo per studiare regolamentazioni moderne e flessibili per arrivare pronti al momento della diffusione su larga scala. I paesi che arriveranno meglio organizzati, avranno più benefici rispetto agli altri.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.