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Come è cambiato il modo di imparare con la formazione online

Come è cambiato il modo di imparare con la formazione online.

La possibilità di studiare e formarsi a distanza è una grande opportunità offerta dal digitale. La formazione online garantisce più flessibilità rispetto alle lezioni tradizionali in aula, permette agli studenti di apprendere in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, e ai professori di avere un pubblico molto più vasto, oltre alla possibilità di scambiarsi contenuti sempre aggiornati e interattivi.

Come in tutte le cose, ci sono anche aspetti critici, come la mancanza di interazione sociale e di contatto umano. Il vero vantaggio è poter decidere se scegliere corsi solo online, solo in luoghi fisici o una via di mezzo tra i due, cioè in modalità ibrida. Ognuno di noi può fare come crede, l’importante è che scelga la strada che ritiene più giusta per sé.

Del resto poter imparare a distanza è un obiettivo che l’umanità si poneva da almeno due secoli: già nel 1800 alcune università europee cominciarono ad inviare corsi per posta. Un ruolo importante nella formazione a distanza l’hanno avuto anche la radio e la televisione. Nel frattempo, dal 1960 al 1990, oltre che per posta, i corsi venivano diffusi su audiocassette, videocassette, floppy disk o cd-rom. Poi, alla fine degli anni Novanta, è emerso l’e-learning.

Con la diffusione dei computer, sono nati anche software specifici per la gestione e il controllo automatizzato dell’auto-formazione. Nel 1996 la Jones International University è diventata la prima università accreditata totalmente online. Nel 2005 la Boston University ha lanciato il primo dottorato accademico sul web. Oggi sono in tanti a rivolgersi alla formazione online. Il digitale ha reso realtà le aspirazioni dei nostri antenati.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.