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Il digitale migliora la vita dei pedoni e lo farà sempre di più

La mobilità a piedi nelle città è un aspetto sempre più importante per avere aree sempre più a misura d’uomo. Anche in questo caso il digitale offre opportunità per migliorare una attività quotidiana e renderci, perché no, più efficienti.

Come ad esempio l’utilizzo di app e servizi digitali che ottimizzano la mobilità pedonale. App di navigazione con funzioni specifiche per chi va a piedi ci permettono di pianificare percorsi ottimali, evitando strade congestionate o poco sicure. Possiamo scoprire nuovi itinerari pedonali, parchi e aree verdi nella nostra città. Queste app inoltre possono fornire informazioni dettagliate sul percorso, come la durata stimata, la distanza e le attrazioni lungo il tragitto. Secondo alcuni studi l’uso di app di navigazione pedonale può aumentare il numero di persone che camminano in città fino al 15%.

Se guardiamo al futuro e alle smart city, il digitale può favorire un ambiente urbano ancora più pedonale, ad esempio coi semafori intelligenti che riconoscono la presenza dei pedoni e regolano i tempi di attraversamento per migliorare la sicurezza stradale. Sensori posizionati sulle strade possono monitorare la qualità dell’aria e suggerire percorsi alternativi per evitare le zone più inquinate, contribuendo a un ambiente più salubre per i pedoni. E ovviamente più dati si raccolgono e più le analisi digitali possono aiutare gli urbanisti a progettare spazi pedonali più accessibili, accoglienti e inclusivi, eliminando le barriere architettoniche.

Ma non è tutto perché l’uso di realtà aumentata potrebbe offrire informazioni in tempo reale sui punti di interesse lungo il percorso, come negozi, ristoranti o eventi culturali. Gli assistenti vocali integrati nei dispositivi indossabili potrebbero fornire indicazioni vocali personalizzate, permettendo ai pedoni di mantenere le mani libere e concentrarsi sull’ambiente circostante.

Per sfruttare bene le potenzialità di oggi e di domani del digitale nella mobilità a piedi bisogna però garantire un accesso a tutti e dovunque alla rete in modo stabile e veloce, sia nelle città che nei piccoli centri e fare sempre molta attenzione alla gestione dei dati e alla privacy delle persone.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.