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Il digitale è un acceleratore per l’economia circolare

Sempre più app ci aiutano a vendere e riciclare prodotti, vestiti e oggetti usati o a trovare cibo invenduto da ristoranti e negozi, cambiando il nostro modo di vivere l’economia circolare. Queste ultime, ad esempio, permettono di comprare cibo a prezzi più bassi, limitando gli sprechi e riducendo le perdite per i commercianti date dall’invenduto che diventerebbe rifiuto.

Anche il mercato degli smartphone ricondizionati è in forte crescita, con un giro d’affari miliardario e aumenti con percentuali a doppia cifra negli ultimi anni. Alcune aziende si sono inventate pure il noleggio di dispositivi usati, che poi vengono rimessi a disposizione di altri utenti dopo essere stati restituiti. È un esempio di come la cultura digitale favorisca la sostenibilità e il modello circolare.

Ad esempio, secondo il rapporto “Cities and Circular Economy for Food” (Città ed economia circolare per il cibo) il sistema circolare nel settore alimentare potrebbe generare benefici annuali fino a 2,7 trilioni di dollari entro il 2050, riducendo allo stesso tempo le emissioni di gas serra e il consumo di risorse naturali.

Il sistema circolare punta a ridurre, riutilizzare e riciclare le risorse, con l’obiettivo di minimizzare gli sprechi e l’impatto ambientale. La cultura digitale, sostenuta dall’innovazione tecnologica, è fondamentale per promuovere pratiche sostenibili e favorire il passaggio a un’economia circolare.

Nel futuro, la cultura digitale continuerà a evolvere e ad adottare nuove tecnologie per aiutare la sostenibilità e il modello circolare. Tra queste, l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati per ottimizzare la gestione delle risorse, sistemi di tracciabilità digitali per garantire trasparenza nelle catene di approvvigionamento e piattaforme software che agevolino il riutilizzo e il riciclaggio di materiali e prodotti. In questo modo la tecnologia contribuirà sempre di più a costruire un mondo più sostenibile per le future generazioni.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.