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Bisogna aumentare la consapevolezza di manager e collaboratori sui rischi del phishing

Il deposito di marchi, nomi e brevetti è un asset importante nel mondo digitale, così come il digitale è diventato il metodo principale per effettuare questi depositi. Per questo motivo i cybercriminali sfruttano in modo sempre più massiccio questo argomento per tentare di truffare coloro che hanno effettuato depositi, e lo fanno con tecniche di phishing avanzate e.

Come mi hanno segnalato, proprio grazie ai dati reperibili nei vari database ufficiali, i malintenzionati inviano delle email contenenti tutti i dati reali dei depositi, con i riferimenti corretti, quindi il messaggio appare molto credibile. Ma non è reale e non proviene dal Ministero dello Sviluppo Economico, ma è un tentativo di sottrarre denaro millantando scadenze di registrazione o motivazioni similari.

Ci sono purtroppo molte aziende che non adottano misure preventive o forniscono educazione alla cybersicurezza, e spesso i dipendenti e il management possono cadere vittime di phishing, soprattutto se viene realizzato con messaggi altamente credibili e contenenti dati reali e precisi.

La strada maestra per proteggerci da questo tipo di attacchi è la divulgazione e l’insegnamento della cultura digitale e della sicurezza informatica, sia per non perdere denaro attraverso il phishing, sia per non cadere nelle trappole ancora più gravi come il furto di dati segreti o minacce ed estorsioni tramite ransomware. Questo può avvenire ad esempio con specifici corsi e seminari periodici, ma fatti in modo creativo e avvincente, oppure con appuntamenti mensili online di aggiornamento e altre iniziative coinvolgenti per tutta la struttura aziendale e tutti i dipendenti.

Sebbene i software e i sistemi anti intrusione, antivirus e di protezione generale siano imprescindibili, il fattore umano rimane sempre il primo portale di accesso degli attaccanti, quindi aziende e manager devono capire che la sicurezza non è una semplice formalità burocratica, ma un elemento strategico di altissimo valore per la propria azienda, il proprio staff e la propria struttura. Bisogna agire, subito.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.