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Coding e scuola

Coding, l’importanza di insegnare il pensiero computazionale a scuola.

In Italia bisognerebbe introdurre il coding, la programmazione informatica, come materia obbligatoria a partire dalle scuole elementari. Perché è importante insegnare a programmare fin dalla tenera età? Non certo perché i nostri figli debbano diventare tutti informatici o ingegneri.

Così come non diventeranno matematici se imparano a contare o glottologi se studiano una lingua straniera. Il coding è un ingrediente prezioso, soprattutto per le giovani menti, perché aiuta a sviluppare il pensiero computazionale, cioè l’insieme dei processi mentali che puntano alla risoluzione di problemi, alla progettazione di sistemi, alla comprensione del comportamento umano attraverso concetti di solito attribuiti al campo dell’informatica. Le prime basi di coding, peraltro insegnate ai bambini come se si trattasse di un gioco, li aiuteranno a ragionare meglio e, quindi, a muoversi meglio nel mondo.

L’hanno capito in Kenya, dove di recente hanno introdotto lo studio della programmazione informatica nelle scuole primarie e secondarie. Lo sanno in Romania, dove una scuola per bambini, Bloomcoding, ha ottenuto un finanziamento da 1 milione di euro. È bello vedere che anche nazioni con economie meno prospere della nostra decidono di investire nella formazione digitale.

Diciotto Paesi dell’Unione europea e 7 Paesi extra UE hanno già reso obbligatorio l’insegnamento del coding nelle scuole. In Italia questo non è ancora avvenuto, ma è una pratica già diffusa in alcuni istituti scolastici e ci sono realtà e associazioni che se ne occupano. Auspichiamo che la pratica si diffonda ancora di più.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.