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Carne digitale, o meglio, il digitale è parte della carne coltivata.

Carne digitale, o meglio, il digitale è parte della carne coltivata.

In questi giorni si parla molto di carne coltivata, conosciuta anche come clean meat, poiché si pensa di vietarne produzione e vendita in Italia. Non essendo il mio settore di competenza, non entro nel merito della sicurezza del prodotto.

La carne coltivata si può anche stampare in 3D e dare una forma specifica alla carne sintetica, per esempio la forma di una bistecca o di un hamburger o di qualsiasi altra parte dell’animale. Occupandomi di digitale ho pensato di evidenziare quanto questo possa essere parte integrante del processo produttivo: dalle cellule staminali prelevate dagli animali, all’inchiostro biologico, ai macchinari che creano con precisione la bistecca, e altri specifici software.

Alla fine decideremo se mangiare o meno quella bistecca, ognuno farà ciò che riterrà giusto. Non mi occupo e non mi sono mai occupato del settore delle carni, ma di digitale sì. E, come possiamo vedere, il digitale è sempre presente nelle nostre vite… e a volte anche nei nostri piatti, anche se molto insoliti.

Carne digitale 1
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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.