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Automobili connesse, attenzione alla privacy e alla sicurezza dei dati

Le macchine che guidiamo sono sempre più connesse e non solo quelle costose o elettriche, ci sono sistemi smart anche su veicoli più diffusi. La tecnologia digitale sta cambiando non solo il modo in cui guidiamo, ma anche il modo in cui interagiamo con e nelle le nostre auto. E saranno sempre di più queste innovazioni con numerosi vantaggi, ma occhio ai nuovi rischi per la sicurezza di dati e privacy.

Il problema principale riguarda la sicurezza dei dati. Quando un’auto connessa raccoglie informazioni, dovrebbe essere doveroso sapere quali sono, dove vengono conservate, per quanto tempo e come vengono protette. Questi dati possono riguardare la nostra posizione, le nostre abitudini di guida, perfino i nostri gusti musicali e un domani aumentare a dismisura ed essere sempre più precisi e in tempo reale. Un attacco potrebbe mettere a rischio non solo i nostri dati personali, ma anche la sicurezza stessa del veicolo.

Parlando di attacchi ai dati, tralasciando quindi quelli che possono prendere fisicamente il controllo del veicolo, di cui parlerò in un prossimo post, dobbiamo ricordarci che il digitale e la tecnologia corre veloce, quindi bisogna sì pensare a proteggere i dati di oggi, ma soprattutto già iniziare a ragionare a come proteggere, normare, informare e trattare i dati raccolti dalle tecnologie di domani all’interno dei nostri veicoli e inviati a server esterni in giro per il mondo. Saranno tecnologie sempre più utili, più precise e più smart e quindi anche più invasive, con una raccolta di dati sempre più massiccia. Per gli hacker quindi questi archivi dentro e fuori dalle auto, all’interno delle case produttrici e di aziende terze, su server e cloud, saranno sempre più miniere d’oro digitale.

Bisogna quindi agire subito aumentando la sicurezza e blindando gli archivi dei dati e i sistemi delle auto in modo efficace, facendo informazione e dicendo in modo facile ed esaustivo a chi compra auto con sistemi smart come funziona la raccolta dei dati e infine ragionare su norme e regole che possano garantire maggiore trasparenza e sicurezza in tutto il processo di raccolta, utilizzo e immagazzinamento dei dati.

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.