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474 – IN CINA I BAMBINI SOGNANO DI FARE GLI SCIENZIATI, DA NOI GLI YOUTUBER

IN CINA I BAMBINI SOGNANO DI FARE GLI SCIENZIATI, DA NOI GLI YOUTUBER

In Cina la versione di TikTok per i ragazzi sotto i 14 anni si spegne dopo 40 minuti e mostra contenuti di cultura. In Occidente la stessa azienda serve ai nostri figli balletti e ventenni in Lamborghini a Dubai, senza limiti di tempo. Da noi l’Intelligenza Artificiale che sceglie i video è lasciata a sé stessa e premia i soldi facili. Così restano solo i genitori, con un’impostazione da attivare questa sera. E quell’AI sceglie sempre di più cosa un ragazzo sogna di fare da grande.

Lo sceglie da sola, premiando i video che i ragazzi guardano più a lungo. Il video di un ventenne con una valigia piena di contanti si guarda fino in fondo. Nel 2019 un sondaggio di Harris Poll per LEGO l’ha misurato su 3.000 bambini fra gli 8 e i 12 anni. In America e in Gran Bretagna quasi 1 su 3 voleva fare lo youtuber, in Cina più della metà lo scienziato o l’astronauta.

In Cina i limiti li mette uno Stato che decide cosa sparisce dalla rete. E lì la stessa azienda dimostra di saper regolare benissimo la sua AI quando glielo impongono. In Occidente le regole sui minori arrivano piano e l’azienda da sola non toglierà minuti a un’applicazione che guadagna proprio sui minuti. L’app vende pubblicità per ogni minuto in più davanti allo schermo. E un balletto, a occhio, costa molto meno di produrre una lezione di fisica.

Quindi, se fra un dodicenne e l’algoritmo restate solo voi genitori, aprite stasera TikTok e cercate nelle impostazioni il Collegamento familiare. Il Collegamento lega il telefono, quello dei figli, al vostro. Da lì mettete il limite di tempo giornaliero e attivate la modalità con restrizioni. Poi sedetevi accanto a loro e guardate cosa gli propone il feed. E magari fategli vedere contenuti su YouTube o su altri social che possano aiutarli a sognare qualcosa di più di una Lamborghini, una valigettina di soldi e qualche balletto su TikTok.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Genitori #Minori #Algoritmi

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.