LA CALIFORNIA VIETA I LICENZIAMENTI DECISI SOLO DA UN ALGORITMO
Se un software segnala un dipendente come poco produttivo, in California il manager per licenziarlo dovrà portare prove sue, come valutazioni o lavoro fatto. Lo prevede il No Robo Bosses Act, la legge contro i capi robot, firmata il 30 settembre dal governatore Gavin Newsom. In Europa e in Italia abbiamo già diritti simili e per usarli basta chiederli per iscritto all’ufficio del personale. La legge californiana vale dal 1° luglio 2027, quando un’azienda si basa soprattutto su un sistema automatico per punire o mandare via qualcuno. Il dato del software va confermato da una persona prima di usarlo. E chi viene colpito riceve per iscritto i dati usati dal sistema e il nome di qualcuno a cui chiedere spiegazioni.
Quella comunicazione è importante, perché i software che contano tempi, clic e consegne lavorano già in tantissimi magazzini e uffici. Chi finisce nella lista sbagliata spesso non sa nemmeno quale numero l’ha messo lì. E per difendersi ha bisogno proprio di quei dati.
Eppure una tutela così è passata a fatica. Un anno fa Newsom aveva bocciato una versione più ampia. Anche la nuova, più stretta, è stata combattuta dall’associazione americana dei responsabili del personale. In Europa una parte di queste tutele c’è già. Il GDPR, la legge europea sui dati personali, ci dà il diritto di non subire decisioni importanti prese solo da un sistema automatico. In Italia il decreto Trasparenza del 2022 obbliga i datori di lavoro a dirci se usano sistemi automatici per valutarci, assegnare turni o controllarci. E l’obbligo comprende anche i dati raccolti e chi controlla i risultati.
Quindi chiedetelo subito, per iscritto, all’ufficio del personale. Domandate quali sistemi automatici valutano il vostro lavoro, quali dati raccolgono e chi controlla i risultati. Sono obbligati a rispondere. Pretendetelo al più presto.
Voi cosa ne pensate?
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