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472 – SOFTBANK TRATTA PER COMPRARE UN’AZIENDA DA 770.000 DIPENDENTI E FARE POSTO AI SUOI ROBOT

SOFTBANK TRATTA PER COMPRARE UN’AZIENDA DA 770.000 DIPENDENTI E FARE POSTO AI SUOI ROBOT

Masayoshi Son di SoftBank guarda i vigilanti davanti agli uffici americani e ci vede dei posti da dare ai suoi robot. SoftBank sta trattando per comprare Allied Universal, la più grande azienda di vigilanza privata negli Stati Uniti, fino a 18 miliardi di dollari. Con quell’acquisto Son si prende i clienti a cui vendere un giorno i robot di sorveglianza.

E di clienti Allied ne ha tanti: uffici, locali ed eventi, la metropolitana di New York e sempre più data center. La trattativa è appena iniziata e il prezzo è ancora da fissare. Contando i circa 12 miliardi di debiti di Allied, l’operazione arriverebbe vicino ai 30 miliardi.

Intanto Son si è già messo a comprare i robot. L’anno scorso SoftBank si è accordata per comprare la divisione robotica di ABB a 5,4 miliardi. Da poco ha preso anche Gravis Robotics per 200 milioni. Allied si affiancherebbe a questi acquisti e porterebbe a SoftBank una rete enorme di clienti per i robot di sorveglianza.

Quei robot oggi sono ancora troppo poco capaci e affidabili per fare il lavoro di una guardia. Son scommette che però lo diventeranno, e a una cifra accettabile per i clienti di Allied. Fino a quel giorno le guardie rimangono al loro posto, ma Son vuole provare che i suoi robot dentro Allied, accanto alle persone che ci lavorano, funzionano.

E così 770.000 persone si ritroverebbero a lavorare per un nuovo proprietario deciso a sostituirne una parte con le macchine. Quando i robot saranno pronti, Son potrà metterli al posto delle guardie, negli stessi luoghi che Allied già sorveglia per i suoi clienti. E avrà già firmato i contratti con quei clienti.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Lavoro #Robotica #Sorveglianza

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.