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438 – LA CURA CONTRO I BATTERI RESISTENTI LA STA CERCANDO CHATGPT

Un antibiotico nuovo lo stanno cercando nel DNA di un uomo di Neanderthal. Estinto da 40.000 anni. Il laboratorio è quello di César de la Fuente, bioingegnere dell’Università della Pennsylvania.

Prende genomi di specie vive e di specie sparite, mammut compresi, e li fa leggere a un modello linguistico. Il genoma è un testo, alla fine, miliardi di lettere in fila. Dentro ci sono pezzi di proteine che un corpo usava per difendersi dai microbi.

Nessuno li ha mai isolati, mai provati in laboratorio, e stanno lì scritti. Però trovarne uno buono a mano richiede anni. De la Fuente usa Codex e ChatGPT: gli scrivono gli strumenti per setacciare i genomi e passano in rassegna quello che esce, e i candidati arrivano in una frazione di tempo.

Un candidato è una molecola sulla carta, poi certo va sintetizzata, provata su un batterio vero, poi su un topo, poi su di noi. E anche lì passano anni, e la maggior parte ovviamente si ferma prima.

Anzi, si fermava prima, ma adesso c’è l’AI. E intanto però i batteri fanno il lavoro loro. Nel 2019 le infezioni resistenti hanno ucciso direttamente più di un milione di persone, più della malaria.

E le grandi aziende farmaceutiche hanno quasi smesso di cercare antibiotici. Un antibiotico lo prendiamo 10 giorni e guariamo, una pillola per il colesterolo la prendiamo sempre, e il mercato ha scelto da un pezzo.

Quindi la ricerca costa troppo e rende poco, e chi la fa ancora ha bisogno di setacciare tutto quello che la natura ha già scritto, anche quello che ha buttato via 40.000 anni fa. È statistica su un testo lungo miliardi di lettere, un lavoro che un essere umano regge per qualche pagina, però l’Intelligenza Artificiale lo legge a lungo e per intero.

Noi spesso giustamente ci chiediamo se questa cosa ci porta via il lavoro, no? Però lei intanto sta in un laboratorio a Filadelfia a leggere il DNA di un mammut per trovare la molecola che ci terrà vivi.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Medicina #Batteri #Genetica

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.