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429 – LA DIFESA EUROPEA PARLA VIA SATELLITE, E QUASI TUTTI QUEI SATELLITI SONO DI PRIVATI

Un reparto in missione può restare cieco perché in un ufficio da un’altra parte del mondo qualcuno chiude un servizio. E questo è il modo incredibile in cui funziona oggi la rete satellitare della difesa.

Purtroppo sopra le nostre teste lavorano 3 strati diversi. Il primo sono i satelliti militari degli Stati, quelli in orbita alta. L’Italia ha la famiglia SICRAL, gestita insieme all’industria nazionale, banda riservata, traffico cifrato, controllo pubblico dall’inizio alla fine. Sono pochi, costano moltissimo e stanno a circa 36.000 km, quindi il segnale ci mette il suo tempo ad andare e tornare.

Il secondo strato è quello che ha cambiato tutto. Migliaia di satelliti in orbita bassa, commerciali, con terminali che stanno dentro uno zaino. Latenza bassa, banda grossa, si accendono in 5 minuti. In Ucraina, per esempio, la connettività di guerra passa da lì, da anni, e da lì passano anche le immagini, i droni, i mezzi a distanza.

E il terzo strato è la navigazione. GPS americano. Galileo è invece europeo, che ha un canale cifrato riservato ai governi. Nel Baltico e sul Mar Nero il segnale viene disturbato e falsificato ormai in modo continuo. E non lo subiscono solo i militari, se ne accorgono anche gli aerei di linea e le navi mercantili. Meno male che molti di loro non lo usano in modo deciso, si navigano attraverso altri sistemi.

Il punto dove si stringe tutto è lo strato di mezzo. Cioè, questi satelliti sono di aziende. Una società privata può cambiare i termini d’uso, alzare il prezzo, limitare una funzione magari in una certa area geografica. E uno Stato che ci ha appoggiato sopra le comunicazioni operative scopre di aver comprato un favore. E i favori si ritirano.

L’Europa se n’è accorta tardi e sta correndo. La costellazione IRIS² serve esattamente a questo, cioè avere una rete in orbita bassa a controllo pubblico. Però arriverà verso la fine del decennio. Da qui a lì si va avanti con quello che c’è. Cioè, con i privati.

Quando si firma un contratto di connettività satellitare per la difesa, la riga è importante. Quella che conta davvero dice chi può spegnere il servizio, in quali condizioni e con quanto preavviso. E quella riga lì, spesso, non la scrive nessuno. Non è scritta, per cui si vive la giornata.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Difesa #Satelliti #Sovranità

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.