Scarica la mia App gratis

402 – HOLLYWOOD FA CAUSA ALL’AI, MA NEL FRATTEMPO LA ASSUME

Hollywood fa causa all’Intelligenza Artificiale, ma nel frattempo la assume. Vedete, gli attori stanno protestando contro l’AI e gli studios fanno causa alle aziende di AI. Però poi basta andare a guardare i loro annunci di lavoro per capire che c’è qualcosa che non torna.

Solo a fine giugno il Los Angeles Times ha passato al setaccio circa 250 annunci pubblici di Disney, Universal, Paramount, Warner, Sony, Netflix, Amazon e MGM. Più di 1 su 10 era collegato all’AI. Disney assume dottorati in Computer Graphics e AI per Pixar e per i suoi film. La Industrial Light & Magic cerca supervisori per le tecnologie emergenti, e Skywalker Sound sta costruendo modelli propri per le colonne sonore, per prendere il timbro di una voce e appiccicarlo su contenuti nuovi.

La stessa Disney fa causa alle aziende di AI e ha cancellato un investimento da 1 miliardo di dollari in OpenAI. Netflix quest’anno ha usato l’AI generativa in circa 300 titoli e addirittura ha comprato la startup di Ben Affleck per 587 milioni di dollari in contanti. Affleck l’aveva fondata dicendo di proteggere la creatività umana; adesso fa il consulente senior di Netflix per l’AI.

George Lucas dice che rifiutare l’AI è come scegliere la carrozza invece dell’automobile. Verissimo, tutto vero, ma qua gli unici a rimanerci sotto sono gli attori e gli sceneggiatori. E infatti, se andiamo a vedere quegli annunci, nessuno cercava qualcuno per costruire attori sintetici o per far scrivere le sceneggiature all’AI.

Non possono farlo perché a giugno gli attori hanno firmato un contratto di 4 anni con protezioni contro il performer AI. Finiti i 4 anni però sarà il Far West, proprio come nei film, in questo caso. Vedrete annunci proprio di quel tipo.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #Hollywood #Cinema #Contratti

Condividi su:

Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.