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401 – CINQUE MILIARDI COSTRUITI SU MUSICA MAI PAGATA

Ho un amico qua a New York che fa jingle pubblicitari. E nell’ultimo anno ha visto sparire metà del lavoro, mangiato dai brani generati in 30 secondi da un’app. E quell’app si chiama Suno. Ce ne sono molte altre come lei, ma è la più nota. E vale 5 miliardi e mezzo di dollari. E qualche giorno fa un tribunale di Monaco di Baviera ha stabilito che ha violato il diritto d’autore.

Sei canzoni, fra cui Mambo No. 5 e Rasputin. Scaricate da YouTube aggirando le protezioni tecniche, infilate nell’addestramento. E quando un utente chiedeva qualcosa di simile venivano fuori riconoscibilissime, perché dentro al modello c’erano. I modelli delle AI, in generale, non conservano le opere da cui sono stati addestrati. La responsabilità di quello che esce è di chi scrive il prompt. Il tribunale ha messo il divieto di riprodurre quei brani, e ha obbligato Suno a dichiarare quanto ci ha guadagnato. Su quello stabilirà quale sarà il risarcimento.

La società tedesca che raccoglie i diritti d’autore una licenza gliela aveva pure offerta. Hanno detto no, e quel no adesso gli costa caro. La sentenza non è definitiva e l’appello arriverà. Sappiate intanto che chi allena un modello, anche se è fuori dall’Europa, ma poi lo vende in Europa, ha un problema. E adesso è un problema nuovo, che non si risolve con un comunicato stampa.

Purtroppo ci sono voluti un anno e mezzo di causa e una sentenza per dire una cosa che dovrebbe essere ovvia. E cioè che il materiale con cui si allenano le macchine, le AI, appartiene a qualcuno. Ma nel frattempo l’hanno rubato, rubato ovunque.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #DirittoAutore #Musica

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.