Le foto normali dei nostri figli sono usate per creare immagini di abuso, informazioni che arrivano anche qua dalla Polizia di New York. Perché vedete, per anni abbiamo pensato: “ma cosa vuoi che facciano con la foto del compleanno di mia figlia?”. Ecco, adesso l’Intelligenza Artificiale ha risposto e la risposta è orribile. Ormai le polizie di tutto il mondo stanno lanciando questi avvisi formali ai genitori, anche la nostra Polizia Postale, un’eccellenza mondiale, cioè che le foto normali dei nostri figli sui social vengono utilizzate per generare immagini di abuso sessuale con l’AI. La foto della spiaggia, della gita, del compleanno, non servono foto compromettenti: basta un volto.
Per capire la dimensione del fenomeno: nel 2024 gli analisti britannici avevano trovato 13 video di abuso generati con l’AI, nel 2025 oltre 3.400. Non oso pensare cosa ci sia oggi in giro. Oppure il caso in cui dei criminali hanno preso le foto degli studenti dal sito di una scuola e hanno creato più di 100 immagini sessuali di quei ragazzi. Erano foto pubbliche, normalissime, messe online per raccontare la vita scolastica. Perché prima servivano competenze tecniche avanzate, adesso lo fa chiunque con strumenti alla portata di tutti. E il punto d’ingresso? Siamo noi genitori: account pubblici, foto taggate, geolocalizzate, nome, data di nascita, tutto.
E quindi che si fa? Account privati. Condividere le foto solo con gruppi ristretti di persone fidate. Niente geolocalizzazione. Per non parlare di quelli che fanno fare gli influencer ai figli. E poi parliamone coi figli di queste immagini, del consenso sulle immagini, perché si possono segnalare, si possono far rimuovere anche quando sono create con l’AI. Fate girare questo video per aiutare anche gli altri.
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