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363 – L’ONU pubblica il primo rapporto scientifico sull’AI

L’ONU pubblica il primo rapporto scientifico sull’AI

L’ONU ha pubblicato questa settimana il primo rapporto scientifico indipendente sull’AI.

Come sapete ho fatto vari speech all’ONU su questi temi. E domani parto per Ginevra, per il loro evento principale sull’Intelligenza Artificiale, dove il 9 farò il primo keynote della giornata. Questo rapporto sarà sul tavolo di tutti.

Le capacità dei sistemi crescono più in fretta della nostra capacità di misurarle e di governarle. Stati Uniti e Cina controllano insieme circa il 90% della potenza di calcolo che addestra i modelli più avanzati. Il resto del mondo guarda e chi non ha accesso al calcolo è già fuori dai giochi.

Per questo servono scienziati indipendenti, esperti come il Comitato AI della Presidenza del Consiglio che raccolgano le evidenze mentre succedono. Nelle sedi istituzionali dove lavoro lo ripeto da anni, le regole si fanno sulla scienza e non sul lobbying.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #ONU #RapportoAI #Scienza

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.