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362 – General Motors licenzia 1.300 persone per sostituirle coi robot

General Motors ha licenziato 1.300 persone. Poi ha installato i robot. Nella stessa fabbrica.

Detroit, Factory Zero. Lo stabilimento che doveva essere il simbolo dell’auto elettrica americana, quello da cui escono gli Hummer e i Silverado a batteria. A marzo mandano a casa 1.300 operai. Temporaneo, dicono. Poco dopo sulla linea arrivano una cinquantina di robot a montare i pezzi sulle carrozzerie. E gli operai? Più di mille sono ancora a casa, non li hanno richiamati.

Non è che le macchine prendono il posto di chi va in pensione. Prima licenziano, poi installano. L’ordine conta.

La parola che usano è sempre efficienza. Efficienza per chi, di preciso. I robot non fanno turni, non si ammalano, non chiedono ferie e si pagano una volta sola. L’efficienza finisce nel bilancio, non nelle case di chi quel lavoro non ce l’ha più.

È un tema enorme, che tocca tutti in tutto il mondo, e ci obbliga a ripensare il patto sociale. Non è un angolo dimenticato dell’economia. L’auto elettrica è il cuore del piano industriale americano per i prossimi vent’anni, e quello che provano lì lo proveranno ovunque. Hyundai porta i robot umanoidi nella sua fabbrica in Georgia, Toyota li mette in Canada. Tutti nella stessa direzione.

Le chiamano dark factory. Fabbriche che girano ventiquattr’ore al buio, senza riscaldamento, senza mensa e senza bagni, perché dentro non serve nessuno. In Cina e in Giappone esistono già.

Qui da noi, per ora, i robot lavorano accanto alle persone.

Per ora. Spero il più a lungo possibile.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #FuturoDelLavoro #DarkFactory

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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.