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340 – Occhio al vibe coding. Se non hai basi tecniche lascia perdere!

Occhio al vibe coding. Se non hai basi tecniche lascia perdere!

Oggi non serve più saper programmare o sapere come funzionano le cose dietro, tanto c’è il vibe coding. Vai su Lovable, gli dici: ehi creami il sito, creami l’app che ho in mente, fai un social network per fare concorrenza a Zuck!

E lui lo fa… Lo testi e funziona! Peccato che se non sai cosa c’è dietro e non sei in grado di fare le stesse cose senza Lovable o vibe coding, ti stai per schiantare in 3, 2, 1…

Questo video nasce dal fatto che ieri una persona mi ha mandato da testare la sua ultima geniale idea che secondo lui rivoluzionerà la Silicon Valley. Mi ha scritto di andare a testarla per dargli un parere e mi ha dato questo indirizzo! http://127.0.0.1 Ora gli spettatori di questo video si sono appena divisi in due categorie. Quelli che hanno iniziato a ridere e quelli che non hanno capito. Niente di male se non hai capito, ma sappi che in caso è bene che non inizi a usare vibe coding o cose simili! Per chi non ha capito dovete sapere che quell’indirizzo funziona solo sul suo stesso computer e non è visibile da fuori, a meno che tu non faccia delle cose che non sto a spiegarti ma che di sicuro quello che me lo ha mandato non sapeva…

E di esempi così ne posso fare mille. Io programmo da quarant’anni, ci lavoro da trentacinque, e i primi anni mi mantenevo solo con quello: di errori ne ho visti di tutti i colori, e ne ho fatti anch’io. Ma erano errori umani. Oggi invece la situazione è fuori controllo proprio a causa del vibe coding.

Prodotti pensati per milioni di utenti ma che poi salvano i dati nel browser di chi lo usa e non in un database. Chiavi API messe lì in chiaro nel codice, rubate con relativa fattura arrivata con 5 zeri.

Dati finti: nomi, tabelle, grafici scritti a mano nel codice, inventati. Sembra che funzioni: aggiungi un cliente vero, clicchi salva, lo schermo cambia, sei contento. Ricarichi la pagina e non c’è più niente. Non aveva salvato da nessuna parte.

Da solo vola. Arrivano dieci persone e si pianta, perché il servizio gratis che usi ti stacca. Perché il db era finto.

E quando si rompe non sai dire nemmeno cosa, perché non hai mai saputo cosa c’era dietro.

Per cui amici occhio al vibe coding. Funziona solo se sai cosa stai facendo e se saresti in grado di fare la stessa cosa a mano. Altrimenti no.

Voi cosa ne pensate?

✅ Ora che vivo a New York tocca definire con anticipo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. La email di chi mi gestisce gli ingaggi per gli eventi è: [email protected] 👉 Se leggete questo commento mettetegli un like così rimane visibile in cima. Grazie

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🔍 GUARDA ANCHE:
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Decisioni Artificiali racconta come funzionano davvero quei sistemi ai quali ogni giorno affidiamo scelte sempre più importanti, perché le macchine decidono in modo diverso dagli esseri umani e dai software tradizionali, e dove agiscono nella vita quotidiana senza essere riconosciute come decisori. Mostra come stime probabilistiche diventino soglie rigide, come l’errore si trasformi in danno seriale e come la responsabilità si dissolva lungo catene tecniche e organizzative.

Dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla democrazia, dalle piattaforme digitali ai sistemi pubblici, il libro ricostruisce i luoghi invisibili in cui le decisioni artificiali operano e le conseguenze sociali di una delega sempre più normalizzata.

Marco Camisani Calzolari affronta qui la questione centrale: come rendere governabili decisioni che non sono neutre. Verifica, manutenzione, autorizzazione, limiti. Non soluzioni definitive, ma condizioni minime per restare responsabili delle scelte che ci governano.

Perché il problema non è se le macchine sbagliano. Il problema è cosa succede quando sbagliano e nessuno può dire: “la decisione è mia”.